6 luglio ore 21

LE MURATE
Firenze

 

PRITCHARD Nocturne
WEBERN Noch zwingt mich Treue op.4 n.2
BERG Die Nachtigall
SCHOENBERG Unterm schutz von dichtem blättergründen op.15 n.1
CAVALLARI Alias

30 miniature per pianoforte di Kurtag, Maderna, Beethoven, Ives, Kogoj, Huber, Pousseur, Schumann, Schoenberg, Savinio, Carter, Zimmermann, Liszt, Webern, Satie, Gubaidulina, Ligeti, Chopin, Bartok, Hindemith, Pritchard, Berio, Brahms, Berg, Grieg Gershwin, Bussotti, Messiaen, Busoni, Bernstein

MESSIAEN Quatour pour la Fin du Temps

Liturgia di cristallo | Vocalizzo, per l'Angelo che annuncia la fine dei tempi | Abisso degli uccelli | Lode all'etemità di Gesù | Danza del furore, per le sette trombe | Vortice di arcobaleni, per l'Angelo che annuncia la fine dei tempi | Lode all'immortalità di Gesù

Durante l'intervallo ci sarà un buffet e verrà offerto un bicchiere di vino. Si ringraziano i Marchesi de' Frescobaldi

 
soprano Anna Aurigi
violino Tamsin Waley-Cohen | Ben Nabarro
viola Alfredo Zamarra
violoncello Gemma Rosefield
clarinetto Natalia Benedetti
pianoforte Huw Watkins | Gregorio Nardi

 


La più famosa opera musicale scritta per la Libertà è forse il Quartetto per la fine del Tempo di Messiaen. Scritto mentre era prigioniero in un campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale, è un lavoro pervaso di senso religioso. Nonostante la partitura porti sul frontespizio il passaggio ispirato alla Bibbia, "In omaggio all'Angelo dell'Apocalisse, che sollevò la sua mano verso il cielo e disse, 'Non esisterà più il Tempo' ", la musica è piena di bellezza e di speranza, e anzichè agitare rabbiosamente il pugno, di fronte a tanta ingiustizia risponde con la delicatezza dell'amore.

Prima di Beethoven pareva impossibile che una pagina di durata talora inferiore al minuto potesse presentare speciali prerogative. Il grande capolavoro era necessariamente di grande durata - e difatti si ricorda l'affermazione di Guittone d'Arezzo "und'eo rancuro, ch'un picciol motto pote un gran ben fare". Ma è proprio Beethoven, il genio dei capolavori monumentali, a dare il via a questa straordinaria produzione di brevissimi pezzi. E il suo esempio sarà seguito da Chopin in alcuni suoi preludi, da Schumann, dai brani più sperimentali di Liszt; fino ai frammenti di Schoenberg, alle brevità estreme di Webern, agli schizzi di Ives; e infine ad alcuni dei più potenti capolavori contemporanei. Concentrandosi sull'attimo deflagrante della comparsa di un'immagine musicale, un programma di brevissime miniature finisce per annullare molte caratteristiche cronologiche, cosicché le asprezze orientali di Chopin finiscono per confondersi con quelle di Bartok e di Janacek, la simbologia di Liszt si scopre affine a quella di Kogoj e di Kurtag, gli intrecci immaginosi di Beethoven prendono posto accanto alla complessità di Schoenberg e di Huber, la tensione espressiva di Schumann si riflette in Ives come anche in Carter. (Gregorio Nardi)