The works


Gèrard GRISEY: Le Noir de l’Etoile Gérard Grisey in Le Noir de l'Étoile fa ascoltare il suono delle stelle.L’Istituto di Astrofisica di Arcetri amplificherà il suono di una stella Polar per proiettarlo poi attraverso due antenne paraboliche nel cortile del Museo del Bargello. Un raggio Laser unirà con un simbolico filo rosso l’Istituto di Arcetri al Campanile del Bargello, indicando così il percorso sonoro” del suono amplificato della stella. L'universo in realtà è muto, perché nel suo vuoto sconfinato i suoni non si propagano; ma le pulsazioni elettromagnetiche d'una stella pulsar, ricevute da un radiotelescopio, possono essere decodificate e trasformate in segnali sonori con un'operazione relativamente semplice. Quando, grazie a un astronomo dell'università di Berkeley, Grisey scoprì il suono delle pulsar, ne rimase talmente affascinato da decidere subito di utilizzarlo per una sua composizione. Ma come La risposta giunse lentamente: integrarlo in un'opera musicale senza ulteriori manipolazioni e lasciarlo semplicemente esistere all'interno d'una musica creata dall'uomo, ma anche sviluppare musicalmente le idee di periodicità, di rallentamento, d'accelerazione e di lampeggiamento che le pulsar suggeriscono. Grisey scrisse Le Noir de l'Étoile nel 1989-1990. Nato nel 1946 era già considerato uno dei compositori più importanti della generazione successiva a quella di Pierre Boulez, ma scomparve precocemente nel 1998. È definito il fondatore della musica spettrale , ma negli ultimi anni non si riconobbe più in questa definizione, che pure egli stesso aveva inizialmente accreditato.


George CRUMB: Black Angels è probabilmente il solo quartetto ad essere stato ispirato alla guerra del Vietnam. Il lavoro attinge da un arsenale di suoni che includono grida, canti, fischi, sussurri, gong, maracas, e bicchieri di cristallo. La partitura riporta due iscrizioni: in tempore belli e finito venerdì 13 marzo 1970”. Black Angels è stato concepito come una sorta di parabola sul nostro mondo contemporaneo. Le numerose quasi programmatiche allusioni nell’opera sono dunque simboliche, anche se la polarità fondamentale - Dio contro il Diavolo - implica più di una realtà puramente metafisica. L'immagine dell ' angelo nero era un dispositivo convenzionale utilizzato dai primi pittori per simboleggiare l'angelo caduto. La struttura sottostante di Black Angels è un enorme arco, che è sospeso dai tre brani denominati Threnody. L'opera ritrae un viaggio dell'anima. Le tre tappe di questo viaggio sono la Partenza (la caduta in disgrazia), l’Assenza (l’annientamen- to spirituale) e il Ritorno (la redenzione). Il simbolismo numerologico di Black Angels, anche se non immediatamente percepibile all'orecchio, è comunque abbastanza fedelmente riflesso nella struttura musica- le. Queste relazioni magiche sono variamente espresse, ad esempio, in termini di lunghezza, raggruppamenti di singole note, durata, modelli di ripetizione, ecc. Un elemento importante nel lavoro – la figura discendente MI, LA e RE# - simboleggia anche i numeri fatali 7-13. In alcuni punti nella partitura si verifica una sorta di conteggio rituale in varie lingue, tra cui tedesco, francese, russo, ungherese, giapponese e swahili. Ci sono diverse allusioni alla musica tonale in Black Angels: una citazione di Schubert, dal quartetto La morte e la fanciulla (in Lachrymae Pavana e anche vagamente rievocata nell'ultima pagina del lavoro), un Sarabanda originale, che è stilisticamente sintetica, la tonalità sostenuta di God-music (SI maggiore), e numerosi riferimenti alla sequenza latina Dies Irae. L'opera è ricca di simbolismi convenzionali musicali come il Diabolus in Musica (l'intervallo di tritono) e del Trillo del Diavolo (da Tartini). L'amplificazione degli strumenti ad arco in Black Angels è destinato a produrre un effetto altamente surreale. Questo surrealismo è accentuato dall'uso di alcuni effetti insoliti sulle corde, ad esempio, i toni di pedale (i suoni intensamente osceni del Devil-music), lo strofinio del lato sbagliato delle corde (per produrre un effetto a consort di viole), i trilli sulle corde con le dita ricoperte da un ditale. Gli interpreti suonano anche maracas, tam- tam e calici di cristallo riempiti di acqua, suonati questi ultimi con l'arco per riprodurre l'effetto glassarmonica in God-music.

 

Pierre BOULEZ: Dialogue de l’ombre Double L'opera, scritta per clarinetto e dispositivo elettroacustico, è dedicata a Luciano Berio per il suo sessantesimo compleanno, ed è stata eseguita in prima esecuzione assoluta da Alain Damiens, a Firenze, il 28 ottobre 1985. Il lavoro è ispirato da una scena (l'ombre double, appunto) contenuta ne Le Soulier de satin, opera drammaturgica monumentale di Paul Claudel. Boulez immagina il clarinettista sovrapposto a un proprio doppio elettronico, e provocando una sovrapposizione di linee polifoniche, ottiene il dialogo delle frasi nella dimensione orizzontale. La parte del clarinetto pre-registrata (il doppio) viene ripartita con una spazializzazione per mezzo di altoparlanti attorno al pubblico, mentre le transizioni, affidate al live electronics, sono state sviluppate dal compositore assieme ad Andrew Gerzso nei laboratori dell'IRCAM.

Inoltre il progetto CALL FOR SCORES riguarda una giornata interamente dedicata alle prime esecuzioni assolute per giovani compositori, reali custodi reali della ricerca musicale. Qui verrà chiesto a un gruppo esteso di compositori Italiani e Europei di scrivere opere che possano esplorare i nuovi contesti compositivi, i nuovi linguaggi ricercando anche le nuove forme di espressione multimediale con l'uso di live electronics, sperimentazione e esplorazioni cross-over. Verranno scelte le 8 migliori opere inviate le quali verranno realizzate da FLAME sotto la guida e direzione dei compositori scelti, entrando a far parte del repertorio stabile dell'Ensemble, il quale lo proporrà in altri concerti durante il corso dell'anno. Alcuni tra i capolavori indiscussi del repertorio contemporaneo. La maggior parte degli autori presentati, infatti è rappresentata da compositori ancora in vita, tra questi menzioniamo Mantovani, Cavallari, Carpignano, Boulez, Ferneyhough, Almeida, Redhead, Crumb, Birtwistle, Saariaho, solo per citarne alcuni.