GIULIANO SCABIA e ROBERTO FABBRICIANI

raccontano la loro esperienza con Luigi Nono

 

<<Incontrai Luigi Nono a Milano nel 1978. 

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Giungemmo allo studio sperimentale “H. Strobel” SWF di Freiburg i. Breisgau verso la fine del 1979. Fummo accolti dall’allora direttore professor Hans Peter Haller che, assieme ai tecnici, ci illustrò le “diaboliche” possibilità delle loro macchine. Con grande curiosità, ma anche con timidezza iniziammo a toccare queste macchine, a sperimentare, a provare con pazienza per cercare di capire la differenza. Le possibilità erano veramente tante e questo accentuava il rischio di produrre banalità. Dapprima effettuammo un’analisi sistematica per acquisire la consapevolezza delle possibilità sonore degli strumenti, delle loro correlazioni e combinazioni sonore con l’ambiente e con lo strumentista. Gigi mi chiedeva sempre di realizzare suoni della fantasia, al limite dell’udibile e dell’inaudibile.

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La via era quella di una sempre maggior rarefazione della scrittura, corrispondente ad una aumentata ricchezza di significati.>> (R. Fabbriciani)